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Stage e tirocinio (disciplina ante accordo 25.5.2017)

PREMESSA: il nostro ordinamento conosce diverse tipologie di tirocinio (o stage), la cui regolamentazione è diversificata in relazione al soggetto che partecipa al progetto formativo e alle finalità del medesimo. In queste pagine diamo conto di tutte tali differenti tipologie, alla luce (per quelle interessate) delle significative novità introdotte con l'accordo tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano siglato in data 24 gennaio 2013. La notazione più importante concerne il fatto che - ove siano rispettate tutte le norme statali, regionali e provinciali - essi non costituiscono rapporti di lavoro. Ulteriori disposizioni sono state introdotte con l'art. 2 del D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n. 99.

 TIROCINI FORMATIVI e di ORIENTAMENTO, di INSERIMENTO e REINSERIMENTO, di ORIENTAMENTO e FORMAZIONE

QUADRO NORMATIVO: la disciplina dei tirocini formativi è caratterizzata da una lunga serie di interventi legislativi che hanno man mano modificato il quadro regolatorio. Soffermandoci solo sui provvedimenti più recenti, meritano di essere citati i seguenti atti normativi:

1) l'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 (cd. legge Treu), che ha raccolto la disciplina in materia, prima articolata in diverse fonti. Va segnalato che la lettera d) dell'articolo in questione, oltre a disciplinare la durata massima dei tirocini, dispone che essi non costituiscono rapporti di lavoro;

2) il decreto ministeriale 25 marzo 1998, n. 142, ossia il Regolamento recante norme di attuazione dei principi e dei criteri di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, su tirocini formativi e di orientamento e che, all'articolo 10, ha abrogato tutta la disciplina previgente;

3) nel 2001 è stata approvata la riforma del Titolo V della Costituzione che ha attribuito alle regioni la potestà legislativa esclusiva in materia di formazione; da tale riforma è derivato che le disposizioni di cui alla citata legge 24 giugno 1997, n. 196, pur restando in vigore, appaiono cedevoli rispetto alla successiva legislazione regionale;

4) nel 2011 si è registrato un nuovo intervento di carattere nazionale. Infatti, con l'articolo 11 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, poi convertito con modificazioni dall'articolo 1 della legge 14 settembre 2011, n. 148, sono stati posti precisi limiti quanto al possibile uso dei tirocini. Le modifiche principali hanno riguardato i tirocini cosiddetti "non curriculari" (ossia quelli che sono svincolati da percorsi formali di istruzione), i quali possono avere una durata non superiore a sei mesi, proroghe incluse e possono essere promossi solamente con riguardo a neo-diplomati o neo-laureati entro e non oltre 12 mesi dal conseguimento dei relativo titolo di studio. Restano fuori da tali limiti i tirocini avviati con particolari categorie di soggetti, quali i disabili, gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di detenzione;

5) in considerazione dell'avvenuto restringimento del campo di operatività dei tirocini, il Ministero del Lavoro è intervenuto con la circolare n. 24 del 12 settembre 2011, nella quale si precisava che l'articolo l'articolo 11 del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138 ha per oggetto esclusivamente i livelli essenziali di tutela nella promozione e realizzazione dei tirocini formativi e di orientamento e cioè di quei tirocini che sono espressamente finalizzati ad agevolare le scelte professionali e la occupabilità dei giovani nella delicata fase di transizione dalla scuola al lavoro mediante una formazione in ambiente produttivo e una conoscenza diretta del mondo del lavoro, e che non rientrano invece nel campo di applicazione del decreto i tirocini di cosiddetto reinserimento/inserimento al lavoro svolti principalmente a favore dei disoccupati;

6) a seguito della ritenuta invasione di campo delle competenze regionali attuata con l'articolo 11 del D.L. n. 138/2011, alcune regioni hanno promosso un giudizio di legittimità costituzionale, istanza che è stata accolta dalla Corte Costituzionale la quale, con la sentenza 11 dicembre 2012, n. 287, ne ha dichiarato l'illegittimità costituzionale;

7) nel frattempo si è avuta però l'entrata in vigore della Riforma del mercato del lavoro, attuata con la legge 28 giugno 2012, n. 92, meglio nota come Riforma Fornero. In particolare, il comma 34 dell'articolo 1 della norma appena citata dispone che, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge (che è avvenuta il 18 luglio 2012), il Governo e le regioni concludono in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano un accordo per la definizione di linee-guida condivise in materia di tirocini formativi e di orientamento, stabilendone i criteri di massima, che sono: a) revisione della disciplina dei tirocini formativi; b) previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dell'istituto; c) individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio e degli effetti conseguenti alla loro assenza; d) riconoscimento di una congrua indennità, anche in forma forfetaria, in relazione alla prestazione svolta;

8) tale previsione si è concretizzata in uno schema di accordo, destinato a fungere da riferimento per le normative regionali. Il Ministero del lavoro ne ha dato conto con la nota 17 dicembre 2012, n. 6478;

9) infine, la Conferenza delle regioni e delle province autonome, lo scorso 24 gennaio 2013, ha sancito l'accordo, condizionato all'accoglimento di alcune (poche e sostanzialmente marginali) proposte di modifica (di cui si darà conto nel prosieguo);

10) da ultimo, disposizioni ulteriori sono state introdotte con l'art. 2 del D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n. 99.

11) l’accordo in Conferenza Stato – Regioni siglato il 25 maggio 2017 per i tirocini extracurriculari (con esclusione quindi dei: tirocini curriculari, transnazionali, per soggetti extracomunitari nonché quelli finalizzati all’inclusione sociale), a seguito del quale si veda la nuova scheda.

PRECISAZIONI MINISTERIALI DOPO IL D.L. n. 76/2013: a seguito delle novità introdotte con il D.L.28.6.2013, n. 76, conv. in L. 9.8.2013, n. 99, il Ministero ha precisato quanto segue:1) i datori di lavoro pubblici e privati con sedi in più regioni possono (si tratta quindi di una mera facoltà e non di un obbligo) fare riferimento alla sola normativa della Regione dove è ubicata la sede legale e possono altresì accentrare le comunicazioni al Centro per l'Impiego, presso il Servizio informatico nel cui ambito territoriale è ubicata la sede legale;

2) è quindi sempre possibile osservare, in relazione al luogo di svolgimento del tirocinio, la specifica disciplina regionale, con l'avvertenza che la disciplina che il soggetto ospitante intende applicare dovrà comunque essere indicata “quantomeno nella documentazione consegnata al tirocinante”, così da consentire al personale ispettivo un obiettivo riferimento giuridico in relazione per l'attività di accertamento;

3) la possibilità di accentrare le comunicazioni di cui all'art. 1, comma 1180, della L. n. 296/2006 è evidentemente riferita alle ipotesi in cui dette comunicazioni sono dovute: dall'obbligo sono esclusi i c.d. tirocini curriculari, ossia “i tirocini promossi da soggetti ed istituzioni formative a favore dei propri studenti e allievi frequentanti, per realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro”;

4) infine, anche se la comunicazione è normalmente effettuata dal soggetto ospitante, nulla impedisce che essa sia effettuata invece dal soggetto promotore: in questo caso, ai fini dell'accentramento, occorrerà considerare sempre la sede legale del soggetto ospitante (Min. Lav., circ. 29.8.2013, n. 35).

PRINCIPI FONDAMENTALI: nelle premesse generali dell'accordo, al fine di qualificare l'istituto del tirocinio e di limitarne gli abusi, si concorda sui seguenti principi:

a) il tirocinio non può essere utilizzato per tipologie di attività lavorativa per le quali non sia necessario un periodo formativo;

b) i tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività e non possono essere utilizzati per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodi di malattia, maternità o ferie né per ricoprire ruoli necessari all'organizzazione dello stesso;

c) le parti si impegnano a definire politiche di accompagnamento e avviamento al lavoro anche attraverso la predisposizione di misure di incentivazione per trasformazione del tirocinio in contratti di lavoro.

Inoltre, le regioni e le province autonome, nell'esercizio delle proprie competenze legislative e nell'organizzazione dei relativi servizi, si impegnano a recepire nelle proprie normative quanto previsto nelle Linee guida entro sei mesi dalla data dell'accordo.

TIROCINI NON CURRICULARI ALL'ESTERO: con riguardo alla disciplina applicabile al tirocinio formativo e di orientamento non curriculare espletato fuori dai confini nazionali, il Ministero ha precisato quanto segue:

1) se il tirocinio è svolto al di fuori dei confini nazionali e in territorio straniero, si applica, in virtù del principio di territorialità, la normativa del Paese estero dove è realizzato il tirocinio oppure le eventuali convenzioni in essere tra l'Italia e il Paese in questione;

2) se il tirocinio è svolto presso un'ambasciata, ossia all'esterno dei confini nazionali ma in territorio italiano si applica la disciplina nazionale e quanto previsto dalla convenzione e dal progetto formativo individuale tra il soggetto promotore e il soggetto ospitante, nel rispetto delle tutele inderogabili del tirocinante previste dalla normativa italiana (Min. Lav., Interpello 14.6.2013, n. 20).

VALIDITÀ DELLE LINEE GUIDA - TIROCINI ESCLUSI: la premessa all'accordo testualmente prevede che non rientrano tra le materie oggetto delle presenti linee guida:

a) i tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale, ovvero tutte le fattispecie non soggette alle comunicazioni obbligatorie, in quanto esperienze previste all'interno di un percorso formale di istruzione o dì formazione;

b) i periodi di pratica professionale, nonché i tirocini previsti per l'accesso alle professioni ordinistiche;

c) i tirocini transnazionali, per esempio quelli realizzati nell'ambito di specifici programmi europei per l'istruzione e la formazione quali, ad esempio, il Lifelong Learning Programme 2007-13;

d) i tirocini per soggetti extracomunitari, promossi all'interno delle apposite quote di ingresso;

e) i tirocini estivi.

COOPERATIVE SOCIALI: resta ferma la speciale disciplina attualmente vigente in tema di tirocini formativi attivati dalle cooperative sociali ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera f) del decreto interministeriale 25 marzo 1998, n. 142 (comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali purché iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti), e della legge 8 novembre 1991 n. 381, per le finalità dell'articolo 1, comma 1, lettera b) di tale legge (inserimento lavorativo di persone svantaggiate).

DEFINIZIONE: il tirocinio è una misura formativa di politica attiva, finalizzata a creare un contatto diretto tra un soggetto ospitante e il tirocinante allo scopo di favorirne l'arricchimento del bagaglio di conoscenze, l'acquisizione di competenze professionali e l'inserimento o il reinserimento lavorativo. Il tirocinio consiste in un periodo di orientamento al lavoro e di formazione in situazione che non si configura come un rapporto di lavoro.

ENTI PUBBLICI TITOLARI: l'accordo quadro sancisce che, fatti salvi gli aspetti eventualmente ricadenti nelle materie di potestà legislativa dello Stato, gli Enti pubblici titolari della regolamentazione in materia di tirocini sono le amministrazioni regionali e le province autonome di Trento e Bolzano.

TIPOLOGIE DI TIROCINIO REGOLATE DALL'ACCORDO: premesso che tutti gli interventi, comunque denominati (stage, borse lavoro ecc.) che abbiano i medesimi obiettivi e struttura dei tirocini, sono regolati dalle disposizioni di cui qui di seguito, il paragrafo 1 dell'accordo individua esplicitamente le seguenti tipologie di tirocini soggette alla propria regolamentazione come segue:

a) tirocini formativi e di orientamento: sono finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l'occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro mediante una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro. Destinatari sono i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio (neodiplomati e neolaureati) entro e non oltre 12 mesi (quel che conta è che il tirocinio non sia attivato oltre la fine del 12° mese successivo rispetto alla data in cui è stato conseguito il titolo di studio, anche se poi esso si prolunga oltre tale arco temporale);

b) tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro: sono finalizzati a percorsi di inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro. Sono rivolti principalmente a disoccupati (anche in mobilità ) e inoccupati. Questa tipologia di tirocini è altresì attivabile in favore di lavoratori in regime di cassa integrazione (anche cd. "in deroga"), sulla base di specifici accordi in attuazione delle politiche attive del lavoro per l'erogazione di ammortizzatori sociali.

c) tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento in favore di disabili di cui all'articolo 1, comma 1 della Legge 68/99, persone svantaggiate ai sensi della legge n. 381/91 (invalidi fisici, psichici e sensoriali, ex degenti di ospedali psichiatrici anche giudiziari, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, persone detenute o internate negli istituti penitenziari, condannati e internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all'esterno, persone individuate con appositi decreti), nonché i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

TIPOLOGIE DI TIROCINIO E SOGGETTI AMMESSI

Denominazione

Destinatari

Finalità

Durata massima

Tirocini formativi e di orientamento

Soggetti neo-diplomati e neo-laureati entro e non oltre 12 mesi dal conseguimento del relativo titolo di studio

Agevolare le scelte professionali e l'occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro mediante una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro

6 mesi

Tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro

Disoccupati (anche in mobilità) e inoccupati, lavoratori in Cig, Cigs e cassa integrazione "in deroga"

Creare percorsi di inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro

12 mesi

Tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento

Persone svantaggiate, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Inserimento lavorativo di particolari categorie di soggetti

12 mesi

Disabili

24 mesi

DURATA E SOSPENSIONE DEL TIROCINIO: l'accordo stabilisce direttamente sia la durata massima dei tirocini formativi e di orientamento, che include eventuali proroghe, che un'eventuale sospensione. Ebbene, la durata massima - a seconda delle diverse tipologie - è la seguente:

a) tirocini formativi e di orientamento dei neodiplomati e neolaureati: sei mesi;

b) tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro dei disoccupati, inoccupati, collocati in cassa integrazione e mobilità : dodici mesi;

c) tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento: 24 mesi per i disabili e 12 mesi per le restanti categorie (persone svantaggiate, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale).

Le durate massime sopra indicate includono eventuali proroghe. Con riguardo alle persone in situazione di svantaggio (richiedenti asilo, ecc.) o di disabilità , le Regioni e le Province autonome potranno definire misure di agevolazione, nonché prevedere, al solo fine di garantire l'inclusione, eventuali circostanziate deroghe in materia di durata e ripetibilità. In caso di maternità o di malattia lunga (ossia quella che dura almeno un terzo del tirocinio, e quindi almeno 2 mesi su 6; 4 su dodici, ovvero 8 su 24), il tirocinante ha diritto a una sospensione del tirocinio. Il periodo di sospensione non concorre al computo della durata complessiva del tirocinio secondo i limiti massimi precedentemente indicati.

Durata dei tirocini ex art. 7 D.M. 25 marzo 1998, n. 142

1. I tirocini formativi e di orientamento hanno durata massima:

a) non superiore a 4 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano studenti che frequentano la scuola secondaria;

b) non superiore a 6 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano lavoratori inoccupati o disoccupati ivi compresi quelli iscritti alle liste di mobilità ;

c) non superiore a 6 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano allievi degli istituti professionali di Stato, di corsi di formazione professionale, studenti frequentanti attività formative postdiploma o post laurea, anche nei 18 mesi successivi al completamento della formazione;

d) non superiore a 12 mesi per gli studenti universitari, compresi coloro che frequentano corsi di diploma universitario, dottorati di ricerca e scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione nonché di scuole o corsi di perfezionamento e specializzazione postsecondari anche non universitari, anche nei 18 mesi successivi al termine degli studi;

e) non superiore a 12 mesi nel caso in cui i soggetti beneficiari siano persone svantaggiate ai sensi del comma 1 dell'articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, con l'esclusione dei soggetti individuati al successivo punto f);

f) non superiore a 24 mesi nel caso di soggetti portatori di handicap.

ESEMPIO - TIROCINIO FORMATIVO E DI ORIENTAMENTO DI UN NEO LAUREATO

Durata massima (ipotesi normale): sei mesi

Data di avvio: 1° aprile 2013

aprile

maggio

giugno

luglio

agosto

settembre

Insorgere di un evento di malattia lunga che "copre" 2 mesi e che si verifica a partire dal 1° giugno 2013: diritto del giovane alla sospensione del tirocinio (e quindi al prolungamento) per pari durata come di seguito:

aprile

maggio

sospensione

sospensione

agosto

settembre

ottobre

novembre

SOGGETTI PROMOTORI: l'individuazione dei requisiti in capo ai soggetti, pubblici e privati, accreditati o autorizzati, che possono promuovere il tirocinio nel proprio territorio spetta alle Regioni e Province autonome che ne danno pubblicità e visibilità nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione.

Ferma la facoltà delle regioni e province autonome di integrare e modificare l'elencazione dei soggetti promotori, possono promuovere i tirocini (anche in associazione tra loro) i seguenti soggetti:

1. servizi per l'impiego e agenzie regionali per il lavoro;

2. istituti di istruzione universitaria statali e non statali abilitati al rilascio di titoli accademici;

3. istituzioni scolastiche statali e non statali che rilascino titoli di studio con valore legale;

4. centri pubblici o a partecipazione pubblica di formazione professionale e/o orientamento, nonché centri operanti in regime di convenzione con la regione o la provincia competente, ovvero accreditati;

5. comunità terapeutiche, enti ausiliari e cooperative sociali purché iscritti negli specifici albi regionali, ove esistenti;

6. servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla regione;

7. istituzioni formative private, non aventi scopo di lucro, diverse da quelle indicate in precedenza, sulla base di una specifica autorizzazione della regione;

8. soggetti autorizzati alla intermediazione dal Ministero del Lavoro ai sensi del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (agenzie per il lavoro).

Infine, il Ministero del Lavoro, nel rispetto di quanto previsto dalle normative nazionali e regionali, promuove programmi e sperimentazioni finalizzati all'inserimento e/o reinserimento che prevedono l'attivazione di tirocini anche avvalendosi dell'apporto dei propri enti in house.

SOGGETTI OSPITANTI: soggetti ospitanti sono gli enti pubblici o privati presso i quali viene realizzato il tirocinio. La specificazione delle caratteristiche soggettive e oggettive del soggetto ospitante spetta alle Regioni e Province autonome. L'accordo fissa i seguenti principi quanto al soggetto ospitante, il quale:

1) non può realizzare più di un tirocinio con il medesimo tirocinante, salva la possibilità di prorogare il tirocinio entro i limiti di durata sopra esposti, ossia in caso di maternità o di malattia lunga che dura per un periodo pari almeno a un terzo del tirocinio;

2) non può utilizzare i tirocinanti per attività che non siano coerenti con gli obiettivi formativi del tirocinio;

4) può realizzare più tirocini per il medesimo profilo professionale, nel rispetto dei limiti numerici indicati nell'accordo;

5) deve essere in regola con la normativa sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con la normativa di cui alla legge n. 68/1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), non avere effettuato licenziamenti, fatti salvi quelli per giusta causa e fatti salvi specifici accordi sindacali con le organizzazioni territoriali più rappresentative nei 12 mesi precedenti l'attivazione del tirocinio ovvero non avere procedure di CIG straordinaria o in deroga in corso per attività equivalenti a quelle del tirocinio, nella medesima unità operativa.

MODALITÀ DI ATTIVAZIONE: per attivare il tirocinio è necessario stipulare preventivamente apposite convenzioni tra soggetti promotori e soggetti ospitanti pubblici e privati. Alla convenzione, che può riguardare più tirocini (anche di diverse tipologie), deve essere allegato un progetto formativo individuale per ciascun tirocinante, predisposto sulla base dei modelli definiti dalle Regioni e Province Autonome. Il progetto formativo deve essere sottoscritto, oltre che dal promotore e dal soggetto ospitante, anche dal tirocinante, e deve essere strutturato in base alle quattro sezioni riepilogate nella tabella che segue.

SEZIONI DEL PROGETTO FORMATIVO

Sezione

Contenuti

Anagrafica

Dati identificativi del tirocinante, dell'azienda o amministrazione pubblica, del soggetto promotore, del tutor individuato dal soggetto ospitante e del referente nominato del soggetto promotore.

Elementi descrittivi del tirocinio

Tipologia di tirocinio, settore di attività economica dell'azienda (codici di classificazione ATECO) o dell'amministrazione pubblica, area professionale di riferimento dell'attività del tirocinio (codici di classificazione CP ISTAT), sede prevalente di svolgimento, estremi identificativi delle assicurazioni, durata e periodo di svolgimento del tirocinio, entità dell'importo corrisposto quale indennità al tirocinante.

Specifiche del progetto formativo

a) Indicazione, ove possibile, della figura professionale di riferimento nel Repertorio nazionale ex art. 4, co. 67, legge n. 92/2012, ed eventuale livello EQF; nelle more della definizione del Repertorio nazionale si fa riferimento ai Repertori regionali, ove definiti dalla Regione; b) attività da affidare al tirocinante durante il tirocinio; c) obiettivi e modalità di svolgimento del tirocinio; d) competenze da acquisire con riferimento alla figura professionale di riferimento.

Diritti e doveri delle parti

Con riferimento a tutte le parti coinvolte nel tirocinio, e quindi: tirocinante, tutor del soggetto ospitante e referente del soggetto promotore.

GARANZIE ASSICURATIVE: salvo il caso in cui le Regioni e le Province Autonome assumano a proprio carico gli oneri connessi alle coperture assicurative, il soggetto ospitante deve obbligatoriamente provvedere ad assicurare il tirocinante:

- contro gli infortuni sul lavoro presso l'INAIL;
- per la responsabilità civile verso i terzi con idonea compagnia assicuratrice.

La copertura assicurativa deve comprendere anche eventuali attività svolte dal tirocinante al di fuori dell'azienda o amministrazione pubblica, rientranti nel progetto formativo.

INDICAZIONI INAIL: a tale proposito l’Inail ha reso noto che, con decorrenza dal 1.4.2014, i tirocini saranno classificati come i corsi di istruzione e formazione professionale, con applicazione del tasso di tariffa proprio della voce "0611" delle varie gestioni, salvo che si tratti di corsi che prevedano la partecipazione del tirocinante a lavorazioni esercitate dall’azienda: in tali casi farà riferimento alle voci di tariffa che competono per le specifiche lavorazioni. La retribuzione da imponibile da prendere a base di calcolo ai fini del premio è la retribuzione convenzionale annuale pari al minimale di rendita rapportata alle giornate di presenza. I tassi peri tirocinanti, applicando la voce "0611" sono quindi pari al 6 per mille per le attività svolte da imprese inquadrate nel commercio, del 9 per mille per le imprese inquadrate nel settore industria, del 5 per mille per quelle inquadrate nell’artigianato e 11 per mille per altre attività.

VISITA MEDICA PREVENTIVA: salvo che non si tratti di un caso previsto dalla legge per lo svolgimento di particolari attività o l'impiego di determinate sostanze, non vi è obbligo di effettuare la visita medica preventiva nel caso di attivazione di uno stage con un soggetto minorenne (Min. Lav., Nota 2.5.2013, n. 1).

INPS: poiché si tratta di una fattispecie ad hoc, che (se correttamente gestita) non configura rapporto di lavoro subordinato, non sorge alcun obbligo di natura previdenziale e, conseguentemente, non vi è alcuna contribuzione da versare all'INPS.

COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE e LUL: anche se non si tratta di un rapporto di lavoro, il soggetto ospitante è comunque tenuto a inoltrare la comunicazione obbligatoria mediante la procedura telematica UniLav in via anticipata, specificando la durata prevista (sanzione da 100 a 500 euro in caso di ritardo od omissione, per ogni tirocinante). Nel caso in cui, al termine del tirocinio, si abbia l'assunzione senza soluzione di continuità, ossia quando il tirocinio si trasforma subito dopo il suo ultimo giorno in un contratto di lavoro, deve essere utilizzato il modello Unificato LAV Trasformazione. Invece, se vi è stata interruzione, il rapporto successivamente instaurato va comunicato con il modello Unificato LAV Assunzione. In ogni caso, l'accordo prevede che il tavolo tecnico del SIL definirà le modalità di trasmissione della convenzione e del progetto formativo insieme alle comunicazioni obbligatorie.

Per quanto concerne i datori di lavoro pubblici e privati con sedi in più regioni, essi per i tirocini formativi e di orientamento possono accentrare le comunicazioni obbligatorie e fare riferimento alla normativa della regione dove è ubicata la sede legale (art. 2, co. 5-ter, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99). A tale proposito il Ministero ha precisato quanto segue:

1) l'accentramento della disciplina e delle comunicazioni costituisce una facoltà e non di un obbligo;

2) dall'obbligo di comunicazione sono esclusi i tirocini curriculari, ossia "i tirocini promossi da soggetti ed istituzioni formative a favore dei propri studenti e allievi frequentanti, per realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro";

3) la comunicazione è normalmente effettuata dal soggetto ospitante, sebbene nulla osta a che la stessa sia effettuata in sua vece dal soggetto promotore: in tale ultima ipotesi, ai fini dell'accentramento, occorrerà avere riguardo sempre alla sede legale del soggetto ospitante (Min. Lav. circ. 29.8.2013, n. 35).

Fermi gli obblighi, anche di tipo contabile, relativi agli adempimenti di natura fiscale, i tirocinanti non devono essere iscritti sul Libro unico del lavoro (Min. Lav., Vademecum sul LUL, 2008).

DOVERI DEL SOGGETTO PROMOTORE: il soggetto promotore, al quale spetta il compito di verificare e garantire la qualità dell'esperienza dì tirocinio, deve:

1. favorire l'attivazione dell'esperienza di tirocinio supportando il soggetto ospitante e il tirocinante nella fase di avvio nella gestione delle procedure amministrative e nella predisposizione del progetto formativo individuale;

2. individuare un referente o tutor quale responsabile organizzativo del tirocinio;

3. promuovere il buon andamento dell'esperienza di tirocinio attraverso un'azione di monitoraggio;

4. rilasciare, anche sulla base della valutazione del soggetto ospitante, l'attestazione dei risultati, specificando le competenze eventualmente acquisite;

5. contribuire al monitoraggio territoriale dell'andamento dei tirocini.

In particolare, è fatto carico al soggetto promotore dell'obbligo di redigere ogni anno un rapporto sintetico di analisi dei tirocini realizzati, al fine di evidenziarne i risultati in termini di inserimento/reinserimento lavorativo. Tale rapporto deve essere inviato alla Regione e Province autonome e reso disponibile mediante la pubblicazione sul sito internet del soggetto promotore, nel rispetto delle disposizioni in materia di tutela dei dati personali.

DOVERI DEL SOGGETTO OSPITANTE: il soggetto ospitante deve:

1. stipulare la convenzione con il soggetto promotore;

2. definire il progetto formativo, in collaborazione con il soggetto promotore;

3. designare un tutor con funzioni di affiancamento del tirocinante sul luogo di lavoro. Il tutor deve essere individuato tra i propri lavoratori in possesso di competenze professionali adeguate e coerenti con il progetto formativo individuale;

4. assicurare la realizzazione del percorso di tirocinio secondo quanto previsto dal progetto;

5. valutare l'esperienza svolta dal tirocinante ai fini del rilascio, da parte del soggetto promotore, dell'attestazione dell'attività svolta e delle eventuali competenze acquisite.

DOVERI DEL TIROCINANTE: il tirocinante ha l'obbligo di attenersi a quanto previsto nel progetto formativo individuale, svolgendo le attività concordate con il tutor. Per la registrazione dell'esperienza di tirocinio sul libretto formativo del cittadino il tirocinante deve avere partecipato almeno al 70% della durata prevista dal progetto formativo. Il tirocinante può effettuare più tirocini presso aziende diverse.

NUMERO MASSIMO DI TIROCINI: l'accordo, in attesa che vengano emanati gli appositi provvedimenti da parte delle Regioni e delle Province autonome, stabilisce il numero massimo di tirocini attivabili contemporaneamente con riguardo alle dimensioni (o, meglio, all'organico) dell'unità operativa del soggetto ospitante (si contano solamente i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato), come segue:

a) unità operativa fino a cinque dipendenti a tempo indeterminato: 1 tirocinante;

b) unità operativa con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra 6 e 20: non più di 2 tirocinanti contemporaneamente;

c) unità operativa con più di 20 dipendenti a tempo indeterminato (quindi da 21 in su): tirocinanti in misura non superiore al 10 per cento dei suddetti dipendenti contemporaneamente, con arrotondamento all'unità superiore.

I tirocini attivati con i disabili di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68, le persone svantaggiate ai sensi della legge 8 novembre 1991, n. 381, nonché i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale non rientrano nel computo del numero massimo dei tirocini attivabili.

ESEMPIO - ORGANICO DELL'UNITÀ OPERATIVA DEL SOGGETTO OSPITANTE: NUMERO MASSIMO DI TIROCINANTI AMMESSI E NUMERO MININO DI TUTOR NECESSARI (*)

Organico

Numero tirocinanti

Numero minimo tutor (**)

1

1

1

2

1

1

3

1

1

4

1

1

5

1

1

6

2

1

15

2

1

19

2

1

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2

1

21

3

1

30

3

1

45

5

2

90

9

3

92

10

4

100

10 (e così via)

4 (e così via)

(*) Nell'organico dell'unità operativa si contano solamente i dipendenti a tempo indeterminato.
(**) Ogni tutor del soggetto ospitante può accompagnare fino a un massimo di tre tirocinanti contemporaneamente.

SOGGETTI OSPITANTI CON SEDE IN PIÙ REGIONI: con riguardo ai soggetti ospitanti che sono multi localizzati, e che quindi hanno sedi in più regioni, l'accordo prevede che:

1. il tirocinio è regolato dalla normativa della Regione o della Provincia autonoma nel cui territorio esso è stato realizzato;

2. se il tirocinio prevede attività formative in più regioni, la normativa di riferimento è quella della regione sede di attivazione del tirocinio.

Le regioni e le province autonome possono, con appositi accordi, definire disposizioni volte a tener conto delle esigenze delle imprese multi localizzate, anche in deroga a quanto sopra.

Con riguardo a quanto sopra, i datori di lavoro pubblici e privati con sedi in più regioni per i tirocini formativi e di orientamento possono accentrare le comunicazioni obbligatorie e fare riferimento alla normativa della regione dove è ubicata la sede legale (art. 2, co. 5-ter, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99).Il Ministero ha precisato che si tratta di una facoltà e non di un obbligo; inoltre, quanto alla comunicazione, è stato chiarito che questa è normalmente effettuata dal soggetto ospitante, sebbene nulla osta a che la stessa sia effettuata in sua vece dal soggetto promotore: in tale ultima ipotesi, ai fini dell'accentramento, occorrerà avere riguardo sempre alla sede legale del soggetto ospitante (Min. Lav. circ. 29.8.2013, n. 35).

COMPITI DEL REFERENTE (O TUTOR) DEL SOGGETTO PROMOTORE: nell'ambito delle azioni di tutoraggio, è previsto che il soggetto promotore debba individuare un proprio referente, che ha i seguenti compiti:

1. collabora alla stesura del progetto formativo del tirocinio;

2. coordina l'organizzazione e programma il percorso di tirocinio;

3. monitora l'andamento del tirocinio a garanzia del rispetto di quanto previsto nel progetto e con l'obiettivo di assicurare la soddisfazione da parte del soggetto ospitante e del tirocinante;

4. acquisisce dal tirocinante elementi in merito all'esperienza svolta e ai suoi esiti, con particolare riferimento a un'eventuale prosecuzione del rapporto con il soggetto ospitante, ove questo sia diverso da una pubblica amministrazione;

5. concorre, sulla base degli elementi forniti dal soggetto ospitante, alla redazione dell'attestazione finale.

COMPITI DEL TUTOR DEL SOGGETTO OSPITANTE: similmente a quanto avviene per il soggetto promotore, anche il soggetto ospitante deve provvedere all'individuazione di un tutor al proprio interno, il quale è responsabile dell'attuazione del piano formativo e dell'inserimento e affiancamento del tirocinante sul luogo di lavoro per tutto il periodo previsto dal progetto formativo. Il tutor del soggetto ospitante deve possedere esperienze e competenze professionali adeguate per garantire il raggiungimento degli obiettivi del tirocinio. Ogni tutor del soggetto ospitante può accompagnare fino a un massimo di tre tirocinanti contemporaneamente. Il tutor del soggetto ospitante svolge le seguenti funzioni:

1. favorisce l'inserimento del tirocinante;
2. promuove l'acquisizione delle competenze secondo le previsioni del progetto formativo, anche coordinandosi con altri lavoratori del soggetto ospitante;
3. aggiorna la documentazione relativa al tirocinio (registri, ecc.) per l'intera durata del tirocinio;
4. accompagna e supervisiona il percorso formativo del tirocinante.

COMPITI CONGIUNTI DEL REFERENTE E DEL TUTOR: il referente (o tutor) del soggetto promotore e il tutor del soggetto ospitante collaborano tra loro per:

1. definire le condizioni organizzative e didattiche favorevoli all'apprendimento;

2. garantire il monitoraggio dello stato di avanzamento del percorso formativo del tirocinante, attraverso modalità dì verifica sia in itinere che a conclusione dell'intero processo;

3 garantire il processo di attestazione dell'attività svolta e delle competenze acquisite dal tirocinante.

ATTESTAZIONE DELL'ATTIVITÀ SVOLTA E DELLE COMPETENZE ACQUISITE: il soggetto promotore, al termine del tirocinio, anche sulla base della valutazione del soggetto ospitante, rilascia un'attestazione dei risultati, specificando le eventuali competenze acquisite con riferimento, ove possibile, a una qualificazione inserita nel Repertorio nazionale di cui all'art. 4, co. 67, della L. 28.6.2012, n. 92, o nelle more della sua istituzione, con riferimento al Repertorio definito dalla Regione o provincia autonoma. L'esperienza di tirocinio effettuata dovrà essere registrata sul Libretto formativo del cittadino di cui all'articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e secondo il modello adottato con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del 10 ottobre 2005. Le modalità dì registrazione sono definite dalla Regione o provincia autonoma. Ai fini della registrazione dell'esperienza di tirocinio sul libretto formativo del cittadino il tirocinante deve avere partecipato almeno al 70% della durata prevista dal progetto formativo.

TIROCINI PER LA TUTELA DEI BENI CULTURALI: al fine di sostenere la tutela dei beni culturali è istituito, per l'anno 2014, presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo un Fondo straordinario, denominato “Fondo mille giovani per la cultura”, destinato alla promozione di tirocini formativi e di orientamento nei settori delle attività e dei servizi per cultura rivolti a giovani fino a ventinove anni di età . Con apposito decreto, da adottare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione, sono definiti i criteri e le modalità di accesso al Fondo (art. 2, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99).

INDENNITÀ DI PARTECIPAZIONE: così come previsto dal comma 34, lettera d), dell'articolo 1 della legge 28.6.2012, n. 92, in merito al riconoscimento di un'indennità, l'accordo prevede che, ferma restando la competenza delle Regioni e province autonome in materia, in relazione alla preponderante componente formativa della fase di avvio del tirocinio, si ritiene congrua un'indennità di importo non inferiore a 300 (trecento) euro lordi mensili, anche al fine di evitare un uso distorto dell'istituto. L'indennità di tirocinio non viene corrisposta nel caso di tirocini in favore di lavoratori sospesi (per malattia lunga e/o maternità) e comunque percettori di forme di sostegno al reddito, in quanto fruitori di ammortizzatori sociali. Nel caso in cui il tirocinio riguardi i tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento in favore di disabili di cui all'articolo 1, comma 1, della legge n. 68/99, persone svantaggiate ai sensi della legge n. 381/91, nonché richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, le Regioni e le Province autonome potranno definire misure di agevolazione o sostegno, nonché prevedere, al solo fine di garantire l'inclusione, eventuali circostanziate deroghe in materia di corresponsione e di ammontare dell'indennità .

REDDITO ASSIMILATO A QUELLO DI LAVORO DIPENDENTE: L'indennità corrisposta al tirocinante è considerata, dal punto di vista fiscale, quale reddito assimilato a quelli di lavoro dipendente (cfr. art. 50, co. 1, lett. c), DPR n. 917/1986 TUIR - ris. A.E. n. 95/E/2002). All'indennità di partecipazione saranno applicati le aliquote a scaglioni di reddito ex art. 11, DPR n. 917/1986 TUIR al fine della determinazione dell'imposta lorda. Ai fini della determinazione dell'imposta netta da trattenere e versare saranno riconosciute le detrazioni di imposta per produzione del reddito (art. 13, DPR n. 917/1986 TUIR) ragguagliate alla durata del periodo di tirocinio a cui il reddito corrisposto è riferito. Potranno essere riconosciute anche le detrazioni per familiari a carico (art. 12, DPR n. 917/1986 TUIR) ove richieste dal tirocinante.

L'imposta eventualmente trattenuta, ossia laddove le detrazioni non coprano interamente l'imposta lorda calcolata, sarà versata tramite F24 con il codice tributo 1004.

A fine tirocinio ovvero a fine anno, fermo restando l'opportunità di elaborare e consegnare al tirocinante un prospetto fiscale al fine di verificare il corretto operato del sostituto d'imposta, il sostituto d'imposta dovrà operare il conguaglio fiscale ai sensi dell'art. 23 D.P.R. 600/1973. A tal proposito è bene ricordare che le addizionali regionali e comunali all'IRPEF saranno dovute solo ove presente IRPEF trattenuta al tirocinante. Entro il 28.2 di ciascun anno il sostituto d'imposta dovrà consegnare al dipendente la Certificazione CUD indicante i redditi erogati e le ritenute operate. È bene evidenziare che di particolare valore sarà l'indicazione nell'annotazione AI che il reddito erogato è classificabile come reddito di lavoro assimilato a quello di lavoro dipendente indicando il periodo di tirocinio effettuato nel periodo d'imposta e il reddito prodotto. Nella predetta indicazione deve essere indicato anche che trattasi di rapporto (anche se non di lavoro dipendente) a tempo determinato in modo da giustificare la concessione delle detrazioni ex art. 12 previste in misura annuale minima di euro 1.380 (che potranno essere riconosciute al tirocinante anche in fase di conguaglio se esplicitamente richieste dallo stesso in modo da non rapportarle al periodo di tirocinio). E' bene far presente che, se nel periodo d'imposta il soggetto ospitante assumesse il tirocinante con un contratto di natura subordinata (a tempo indeterminato o a tempo determinato), il datore di lavoro, in qualità di sostituto d'imposta, dovrà operare un conguaglio di fine rapporto o di fine anno complessivo di tutti i redditi (assimilati o di lavoro dipendente) erogati. In questo caso, in fase di elaborazione della certificazione CUD nell'annotazione AI dovranno essere indicati distintamente i due periodi contraddistinti da differenti tipologie di rapporto. Il sostituto d'imposta inoltre, entro il 31.7 di ciascun anno, dovrà inoltrare tramite il modello 770/S il record del percipiente/tirocinante indicante i dati retributivi già esposti nella certificazione CUD (si ritiene che in questo caso si debba indicare nella casella anagrafica relativa a "categorie particolari" il codice P riferito ai redditi ex art. 50, co. 1, lett. c), DPR n. 917/1986 TUIR).

TIROCINANTE IN TRASFERTA: al tirocinante è possibile applicare le regole presenti nel comma 5 dell'art. 51 TUIR, secondo le quali costituiscono reddito le indennità e i rimborsi di spese per le trasferte effettuate nell'ambito del comune in cui si trova la sede di lavoro, tranne i rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore; mentre non rilevano redditualmente le indennità percepite per le trasferte o le missioni fuori dal comune in cui si trova la sede di lavoro sino all'importo di euro 46,48 al giorno, elevati a euro 77,47 per le trasferte effettuate all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto: tale limite è ridotto di un terzo in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente e di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto (A.E., ris. n. 95/E/2002 e n. 46/E/2008).

STATO DI DISOCCUPAZIONE: Poiché il tirocinio con configura attività lavorativa, la partecipazione al medesimo e la percezione dell'indennità non comportano la perdita dello stato di disoccupazione eventualmente posseduto dal tirocinante.

MONITORAGGIO: i tirocini avviati costituiscono oggetto di monitoraggio da parte delle amministrazioni titolari, anche attraverso le comunicazioni obbligatorie (CO), per la verifica dei requisiti di accesso dei tirocinanti, per il monitoraggio in itinere del percorso e per le verifiche ex post degli eventuali inserimenti lavorativi post tirocinio. Il Ministero del Lavoro, con il supporto di lsfol e Italia Lavoro, predispone annualmente un report nazionale di analisi e monitoraggio dell'attuazione dei tirocini, sulla base dei dati disponibili a livello centrale e di quelli forniti annualmente dalle Regioni e Province Autonome. Inoltre, le Regioni e Province Autonome, ferme le competenze statali in materia di vigilanza e controllo, si impegnano ad operare per promuovere il corretto utilizzo dei tirocini prevenendo le forme di abuso; a tale scopo saranno approntate opportune misure atte a favorire il conseguimento delle finalità dello strumento.

VIGILANZA, CONTROLLI E SANZIONI: a partire dalla data di entrata in vigore delle regolamentazioni regionali e delle linee guida di cui sin qui detto, nel caso in cui, in seguito a un accertamento condotto dal personale ispettivo delle Direzioni territoriali del lavoro, venga riscontrato che il tirocinio non sia conforme alla nuova disciplina e alla relativa regolamentazione regionale di riferimento, questo dovrà procedere, sussistendone le condizioni, a riqualificare il rapporto come di natura subordinata, con applicazione delle sanzioni amministrative previste in tale ipotesi (come ad esempio in materia di Libro Unico del Lavoro, prospetto paga e dichiarazione di assunzione), disponendo il recupero sia dei contributi previdenziali che dei premi assicurativi. In questo caso, così come avviene nel caso di conversione del rapporto di apprendistato a causa della mancata erogazione della formazione di cui si sia reso esclusivamente responsabile il datore di lavoro e che abbia impedito di raggiungere lo scopo del contratto, anche il tirocinante avrà diritto di agire per il pagamento delle differenze (che a questo punto sono) retributive. Ancora, a decorrere dall'entrata in vigore della regolamentazione regionale in materia, in relazione alla sola violazione consistente nella mancata corresponsione dell'indennità - in ossequio a quanto previsto dall'articolo 1, comma 35, della legge 28.6.2012, n. 92 - si applica una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell'illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1.000 a un massimo dì 6.000 euro. Sono applicabili le previsioni generali in materia di sanzioni amministrative di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689. Le regioni provvederanno, nell'ambito dei propri atti, a inserire apposite norme riguardo i casi di inadempienza da parte dei soggetti promotori, nel rispetto delle norme nazionali in materia.

ULTERIORI DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TIROCINIO CONTENUTE NEL D.L. N. 76/2013: con la conversione in legge del D.L. 28.6.2013, n. 76, sono state introdotte ulteriori disposizioni in materia di tirocinio.

Nell'ambito delle misure urgenti per l'occupazione giovanile e contro la povertà nel Mezzogiorno, si prevede che saranno attivate misure per le borse di tirocinio formativo a favore di giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione, di età compresa fra i 18 e i 29 anni, residenti e/o domiciliati nelle Regioni del Mezzogiorno. Tali tirocini comportano la percezione di una indennità di partecipazione, conformemente a quanto previsto dalle normative statali e regionali, nel limite di 56 milioni di euro per l'anno 2013, 16 milioni di euro per l'anno 2014 e 96 milioni di euro per l'anno 2015 (art. 3, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99).

Inoltre, il contingente triennale degli stranieri ammessi a frequentare i corsi di formazione professionale ovvero a svolgere i tirocini formativi è determinato con decreto del Ministro del lavoro, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi ogni tre anni entro il 30 giugno dell'anno successivo al triennio (art. 9, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99).

  TIROCINIO CURRICULARE

NOZIONE E FINALITÀ: il tirocinio curriculare è un percorso di formazione incluso nel piano di studi delle università e degli istituti scolastici sulla base di norme regolamentari comunque inserite nell'ambito di un percorso normale di istruzione o di formazione. La finalità primaria del tirocinio curriculare è quindi non tanto quella di inserire il soggetto nel mondo del lavoro, ma è piuttosto mirata ad affinare il processo di apprendimento attivando la modalità di alternanza scuola/lavoro. Esso è esplicitamente escluso dalla disciplina introdotta dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso 24 gennaio 2013  ma è stato oggetto di intervento con il D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99.

SOGGETTI PROMOTORI: l'attivazione di questa tipologia di tirocinio è ammessa solo da parte di:

- università o istituto di istruzione universitaria abilitato al rilascio di titoli accademici;
- istituzione scolastica che rilasci titoli aventi valore legale;
- centro di formazione professionale operante in regime di convenzione con Provincia o Regione.

REQUISITI DEL TIROCINANTE: il soggetto avviato in tirocinio formativo curriculare, può essere:

- uno studente universitario, intendendo per tale anche il soggetto iscritto a master universitari e a corsi di dottorato;
- uno studente di scuola secondaria superiore;
- un allievo di istituto professionale ovvero di corsi di formazione iscritti al corso di studio per il quale è promosso il tirocinio.

DURATA: il periodo di tirocinio deve essere collocato all'interno del periodo di frequenza del corso di studi, anche se non direttamente collegato al riconoscimento di crediti formativi.

TIROCINI CURRICULARI IN AMBITO UNIVERSITARIO: al fine di promuovere l'alternanza tra studio e lavoro sono stati stanziati 3 milioni per l'anno 2013 e 7,6 milioni di euro per l'anno 2014 da destinare al sostegno delle attività di tirocinio curriculare da parte degli studenti iscritti ai corsi di laurea nell'anno accademico 2013- 2014 (art. 3, co. 10, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99). Il Ministro dell'istruzione, con proprio decreto, sentita la CRUI, fissa i criteri e le modalità per la ripartizione, su base premiale, delle risorse di cui sopra tra le università statali che attivano tirocini della durata minima di 3 mesi con enti pubblici o privati. Le università provvedono all'attribuzione agli studenti delle risorse assegnate, sulla base di graduatorie formate secondo i seguenti criteri di premialità:

a) regolarità del percorso di studi;

b) votazione media degli esami;

c) condizioni economiche dello studente individuate sulla base dell'Indicatore della situazione economica equivalente.

Ogni università assegna le risorse agli studenti utilmente collocati in graduatoria fino a esaurimento delle risorse, dando priorità agli studenti che hanno concluso gli esami del corso di laurea, nella misura massima di 200 euro mensili a studente. Tale importo è assegnato allo studente quale cofinanziamento, nella misura del 50 per cento, del rimborso spese corrisposto da altro ente pubblico ovvero soggetto privato in qualità di soggetto ospitante .  Per i soli tirocini all'estero presso soggetti pubblici l'importo può essere corrisposto anche in forma di benefici o facilitazioni non monetari (art. 3, co. 13, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99).

TIROCINI CURRICULARI PER STUDENTI DEL 4° ANNO DELLE SCUOLE SUPERIORI: il Ministro dell'istruzione di concerto con il Ministro dell'economia, con  apposito decreto, fissa i criteri e le modalità per definire piani di intervento, di durata triennale, per la realizzazione di tirocini formativi in orario extracurricolare presso imprese, altre strutture produttive di beni e servizi o enti pubblici, destinati agli studenti della quarta classe delle scuole secondarie di secondo grado, con priorità per quelli degli istituti tecnici e degli istituti professionali, sulla base di criteri che ne premino l'impegno e il merito. Con il medesimo decreto sono fissati anche i criteri per l'attribuzione di crediti formativi agli studenti che svolgono i suddetti tirocini (art. 3, co. 14, D.L. 28.6.2013, n. 76, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 9.8.2013, n.99).

  TIROCINIO ESTIVO DI ORIENTAMENTO

NOZIONE E FINALITÀ: questa fattispecie, che si va ad aggiungere all'ordinario tirocinio così come sopra inteso, è stato introdotto nel nostro ordinamento per meglio qualificare le prestazioni di attività lavorativa effettuate nelle pause dei vari cicli scolastici, che molto spesso non trovavano un'autonoma identificazione in un regolare rapporto di lavoro. Questa tipologia contrattuale è dunque limitata ai tirocini promossi dai soggetti abilitati, durante le vacanze estive e coinvolgono adolescenti o giovani regolarmente iscritti a cicli di studio (art. 60 D.Lgs. 276/2003). La norma istitutiva di questi tirocini, però, è stata dichiarata illegittima per problematiche di competenza esclusiva in materia di formazione professionale alle regioni (Corte Cost. 50/2005). Il Ministero del lavoro ha pertanto definito che tali tirocini siano realizzabili solo qualora ciascuna regione provveda a disciplinarne caratteristiche e modalità di esecuzione. Esso è esplicitamente escluso dalla disciplina introdotta dalla Conferenza Stato-Regioni 2013.

 
TIROCINI PER L’INCLUSIONE SOCIALE, L’AUTONOMIA DELLE PERSONE E LA RIABILITAZIONE

PREMESSA: la Conferenza delle Regioni e Province Autonome, il 18.12.2014, ha approvato le linee guida in materia di tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione, in vista della sottoscrizione di un accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni. Tale atto fa seguito a quanto siglato in sede di Conferenza Stato, Regioni e Provincie Autonome di Trento e Bolzano il 24.1.2013, in base al quale sono configurabili le seguenti tipologie:

a) tirocini formativi e di orientamento, per agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani, nella transizione tra scuola e lavoro, mediante una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro, per chi ha conseguito un titolo di studio entro e non oltre 12 mesi;

b) tirocini di inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro, rivolti per lo più a disoccupati (o in mobilità) e inoccupati, lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione sulla base di specifici accordi in attuazione delle politiche attive per l'erogazione di ammortizzatori sociali;

c) tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento per: disabili ex art. 1, co. 1, della legge n. 68/99; persone svantaggiate ai sensi della legge n. 381/91; nonché richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

TIPOLOGIA E DURATA: il nuovo documento dispone che, in aggiunta alle tipologie previste nelle Linee Guida del 24.1.2013, sono istituiti i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione per le persone prese in carico dal servizio sociale professionale e/o dai servizi sanitari competenti. Per presa in carico si intende la funzione esercitata dal servizio sociale e/o sanitario verso una persona, o un nucleo familiare, in risposta a bisogni complessi che richiedono interventi personalizzati di valutazione, consulenza, orientamento, prestazioni sociali, nonché interventi in rete con altre risorse e servizi pubblici e privati. La durata massima è prevista in 24 mesi, tuttavia le Regioni e le Province autonome, a seguito di attestazione del servizio pubblico che ha in carico la persona, possono prevedere eventuali deroghe in materia di durata e ripetibilità.

PROGETTO: per ogni tirocinante, alla convenzione va allegato un "progetto personalizzato", predisposto sulla base di modelli definiti da Regioni e Province autonome, sottoscritto da: tirocinante, soggetto ospitante e soggetto promotore nonché dalla PA che ha in carico la persona (se diversa dal soggetto promotore o ospitante). Il progetto è strutturato in 3 sezioni: anagrafica; elementi descrittivi del tirocinio (sede, durata, importo dell’indennità); e specifiche del progetto (competenze da acquisire, obiettivi e modalità di svolgimento ecc.). Per assicurare il conseguimento delle finalità previste, Regioni e Province autonome potranno definire modalità organizzative per garantire l’inclusione sociale, l’autonomia della persona e la riabilitazione. ?Tali tirocini sono esclusi dai limiti indicati dalle Linee guida del 2013 circa il numero massimo di tirocini nella medesima unità operativa.

INDENNITÀ: l’accordo prevede l’erogazione di un’indennità (normalmente da parte dell’ente che ha preso in carico il tirocinante) che costituisce un sostegno economico per l’inclusione sociale, l’autonomia delle persone e la riabilitazione. Regioni e Province autonome, d’intesa con il Ministero, monitorano e valutano i risultati per la verifica del percorso. Infine, per tutto quanto non espressamente previsto, si rimanda alle Linee Guida del 2013.


 
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